appello

Appello a tutti...

Quest'anno il Lampedusa in Festival è arrivato alla sua terza edizione. Con molto entusiasmo stiamo portando avanti questa iniziativa che riteniamo sia importante per Lampedusa, i lampedusani e tutti coloro che amano l'isola. Purtroppo, anche quest'anno, dobbiamo fare i conti con le nostre tante idee e i nostri pochi fondi per realizzarle.

Chiediamo a tutti coloro che credono nel Lampedusa in Festival e nel lavoro che Askavusa sta facendo -rispetto all'immigrazione e al territorio di Lampedusa- di dare un contributo, anche minimo, per permettere al Festival di svolgere quella funzione di confronto e arricchimento culturale che ha avuto nelle passate edizioni.

Per donazioni:
Ass. Culturale Askavusa
Banca Sant'Angelo
IBAN: IT 06N0577282960000000006970

visita il sito

www.lampedusainfestival.com

contattaci

askavusa@gmail.com






Visualizzazione post con etichetta Lampedusa. Mostra tutti i post
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lunedì 22 agosto 2011

Rimpatri diretti in mare

Ieri pomeriggio, un paio di piccole imbarcazioni provenienti dalla Tunisia vengono soccorse in mare dalla Guardia di Finanza. Classico trasbordo con abbandono dell'imbarcazione Magrebina. Alle 5.30pm la barca della GdF entra nel porto con una trentina di persone a bordo, ma invece di attraccare, si accosta a un imbarcazione della Guardia Costiera, trasborda quattro o cinque persone che richiedono cure mediche, fa manovra e riprende la direzione del mare.
La prima cosa a cui abbiamo pensato, e' stato che la GdF stesse portando il resto del gruppo direttamente a Cala Pisana, dove c'era la Grimaldi attraccata. Sfortunatamente a Cala Pisana non c'era nessuno dei rimanenti membri dell'equipaggio. Dove li avevano portati? Il mistero della motovedetta della GdF e del suo equipaggio e' durato poche ore ed e' la stessa ANSA che ci rivela l'arcano.
Da indiscrezioni , gli uomini della GdF di Lampedusa avevano già l'ordine di consegnare il gruppo all'equipaggio della nave della Marina Militare Italiana - cosa che avevano fatto in passato - che generalmente portava i migranti a Taranto. Ieri era la prima volta – secondo le parole di un uomo della GdF – che l'imbarcazione militare avrebbe consegnato i cittadini Tunisini a una motovedetta del paese magrebino, per rimpatriarli. A quanto pare l'ordine e' arrivato dall' “alto” mentre i finanzieri erano in mare. Solo un "errore comunicativo" li ha riportati nel porto di Lampedusa, dove hanno potuto trasbordare il gruppo di persone che necessitava cure urgenti. Questo slancio di umanità li ha sicuramente esposti - nel bene e nel male - ma soprattutto ha svelato una strategia, quella del rimpatrio a mare, che il governo avrebbe probabilmente preferito mantenere nascosta, se non fosse stato per il l'obbligo di dover prestare soccorso a un piccolo gruppo di esseri umani. Che sia il biglietto da visita con cui tratteranno d'ora in poi tutti quelli che vengono dal Magreb, incluso la Libia, una volta che la situazione si ristabilisse ?

In caso foste curiosi eccovi alcuni links
http://www.ansa.it/web/notizie/collection/rubriche_cronaca/08/21/visualizza_new.html_753632014.html

http://www.lasiciliaweb.it/index.php?id=62590/cronaca/si-getta-in-mare-per-evitare-il-rimpatrio

sabato 30 aprile 2011

Uno spaccato d'Africa su una banchina



Quando ieri sera, abbiamo cominciato a scaldare l'acqua per il te' da portare ai migranti che erano appena arrivati al Porto Vecchio, non potevamo prevedere come si sarebbero sviluppati gli eventi. E' stato solo quando alle 4 del mattino ce ne siamo andati a letto, che abbiamo fatto i conti, tirato una bella riga e considerato quanto, quella che viene etichettata come società' civile, aveva fatto da sola.
Poco dopo le 9pm, con i nostri pentoloni pieni di te, scendiamo al porto, dove gli sbarchi erano gia cominciati. I ragazzi del Forum Antirazzista cominciano a distribuirlo, mentre noi rientriamo a Askavusa col proposito di scaldare altra acqua. Non trascorrono nemmeno 10minuti, quando veniamo raggiunti da una seconda e poi subito da una terza e da una quarta telefonata. Le comunicazioni si susseguono convulse e sempre più lunghe: liste di cose, richieste. Gli amici al porto chiedono più te', più cibo e poi ancora, assorbenti -perché' ci sono tante donne- e vestiti, vestiti asciutti, ma anche braccia pronte a distribuire tutto quell'elenco di cose fatte.
Corriamo fuori e dentro Askavusa frettolosamente, caricando grossi scatoloni pieni di cibo, vestiti e coperte nel furgone. Guidiamo verso il ristorante di Vincenzo, per prendere altro te' e scendere fino alla stazione marittima. Non ci sono blocchi di polizia, ne tanti operatori. Parcheggiamo e entriamo nella stazione marittima: donne con bambini siedono ovunque. Attraversiamo il parcheggio antistante la stazione, nascosti alla visuale da un camion rimorchio, c'e' un folto gruppo di uomini avvolti nelle coperte fornite da Medici senza Frontiere.
Scarichiamo il furgone. Cominciamo a distribuire bicchieri di te' zuccherato e caldo. Facciamo il giro delle donne e poi degli uomini. Pantaloni, maglioni e assorbenti vengono spartiti in poco tempo, mentre e' lo il cibo non viene quasi toccato. Una donna incinta viene trasportata all'ospedale. Ci sono una decina di bambini piccoli -la maggioranza sotto ai diciotto mesi- che vengono accuditi e coccolati da tutti, mentre le madri si cambiano, indossando vestiti asciutti e cercano di ricomporsi. I pochi membri delle organizzazioni internazionali ci lasciano distribuire i viveri e prestare aiuto senza battere ciglio. Questo ci lascia abbastanza sorpresi: erano giorni che si attendevano questi “corposi” sbarchi, ma -come era già accaduto nei mesi passati- la storia si e' ripetuta e ancora una volta sembra che tutti siano stati colti di sorpresa.

All'esterno, la polizia fa posizionare gli uomini accanto alla stazione marittima, nell'attesa dell'autobus per il centro. Indisturbati e con l'aiuto di amici e membri del Forum, distribuiamo te' e biscotti ai ragazzi infreddoliti. La polizia, in disparte, segue i nostri movimenti senza intromettersi, anzi ci chiedono di tradurre per loro ciò che gli devono comunicare. Anche all'esterno, gli operatori delle organizzazioni internazionali sono pochi e sembra sempre più chiaro, che ciò che stiamo facendo, e' importante e essenziale.
Gli autobus arrivano e comincia la spola fra porto e centro, e porto e base Loren. Gli ultimi restano alla stazione marittima a dormire. Finalmente, e solo molto dopo, appare anche Lampedusa Accoglienza con un carico di scarpe e coperte, ma ormai all'interno della stazione marittima tutti dormono.

Unico momento di discussione con la polizia si e' avuto quando una cittadina lampedusana, lamentandosi per le condizioni in cui venivano lasciati i migranti, e' stata attaccata da un poliziotto. A quel punto un membro di Askavusa interviene in sua difesa, denunciando la gestione carente dell’accoglienza. Interviene anche un funzionario -sindacalista di polizia- che cerca di moderare e abbassare i toni. Ne nasce, in realtà, un acceso dibattito che coinvolge tutti: ci si interroga sulle ragioni di tale disorganizzazione, quando
era da tempo noto che dalla Libya sarebbero arrivate queste imbarcazioni. Riprendiamo la discussione con la telecamera, fino a quando un altro poliziotto non intima in modo brusco di smettere di riprendere. Il poliziotto sindacalista sostiene che tutte le carenze da noi evidenziate non costituiscono problema di ordine pubblico e non sono di competenza della polizia, per cui invita a presentare un esposto sui fatti e a considerarlo come nostro interlocutore.

I migranti provengono da Ghana, Nigeria, Benin e Senegal, ma ci sono anche Magrebini di origine Libica, Algerina e Marocchina, tutti comunque vivevano in Libia e da li si sono imbarcati. Nella notte c'e' stato un'altro sbarco, avvenuto nella zona di Cala Galera, mentre un terzo e' atteso per questa sera: dovremmo essere a quota 1450 nel centro e 450 nella base Loren, che probabilmente crescerà nelle prossime ore.

sabato 23 aprile 2011

From Scandar with love....

Oggi (22/04), con un gruppo del forum antirazzista di Palermo, siamo
andati a portare al centro di Salina Grande in provincia di Trapani, un po' di vestiti, delle sigarette e delle caramelle, sperando di poter avvicinare i richiedenti asilo e magari di poter scoprire la presenza di qualche minore.
La struttura "ospita" circa 200 migranti tunisini sbarcati prima del 5 aprile, che in seguito agli accordi con il governo provvisorio tunisino potranno beneficiare del permesso di soggiorno di sei mesi, ed un numero non definito di immigrati (si stima possano essere un centinaio) sbarcati dopo quella data, destinati quasi certamente al rimpatrio, stipati nella palestra della struttura.
I primi possono circolare liberamente anche all'esterno del complesso in quanto in attesa del loro documento (alcuni attendono da diverse settimane...), gli altri sono inavvicinabili e "protetti" da decine di mezzi di forze dell'ordine che impediscono l'uscita ai detenuti e l'accesso ad ogni visitatore.
I racconti dei liberi, che si sono avvicinati liberamente e con entusiasmo, ci hanno lasciati amareggiati e perplessi.
Ci hanno raccontato che i pasti non sono sempre puntuali e che gli stessi hanno un'effetto soporifero che porta ai consumatori a lunghe dormite e a forti e costanti emicranie. Il sospetto di "correzioni" al cibo era già stato sollevato già dai compagni di Askavusa sull'isola di Lampedusa...
Le condizioni dei poveretti stipati all'interno della palestra ci sono state raccontate dai tunisini all'esterno.
Ci hanno detto di numerosi episodi di atti autolesionisti e di frequenti tentativi di suicidio.
I ferimenti, a volte gravi, sono attuati nel disperato tentativo di evitare o almeno di ritardare il rimpatrio, i tentativi di suicidio non devono essere spiegati...
Non si riesce a conoscere la destinazione dei reclusi ma un episodio sussurrato ci ha riempito di rabbia. I ragazzi all'esterno ci hanno raccontato di un 17enne che viene tenuto isolato dagli altri, sembrerebbe in attesa del suo prossimo compleanno, per poterlo trattare come un qualunque maggiorenne! Spero che ci sia un'altra spiegazione ma nessuno delle forze dell'ordine si sbottona. Anzi, la polizia e' sempre presente e anche un po' intimidatoria.
Oggi, dopo che un carabiniere ha fatto a noi visitatori una radiografia completa dell'auto su cui siamo giunti ed una descrizione dei suoi passeggeri...sono stato avvicinato da un poliziotto che salutandomi calorosamente, mi ha riconosciuto, in quanto era presente ed attivo durante le varie perquisizioni e degli episodi sgradevoli già raccontati nelle mail scorse, chiedendomi se avessi intenzione di visitare tutti i centri in Sicilia e paventando un nostro prossimo incontro davanti ad un giudice...dopo che siamo stati raggiunti dagli altri componenti la spedizione e da molti tunisini, i suoi toni si sono fatti di colpo amichevoli e questa volta non mi ha chiesto i documenti dichiarando di conoscere bene la mia identità. Non voglio pensare ad una persecuzione ma di certo avrei preferito non fare questo incontro!!!
L'ultima nota riguarda una piccola denuncia: sembra che i migranti che possono uscire trovino facilmente da lavorare (ovviamente a giornata ed in nero...) nei campi o nell'edilizia...cominciamo bene con l'inserimento all'interno della nostra società.
Ho fatto un minestrone ma le cose che vorrei raccontare erano troppe per essere scritte con ordine e chiarezza...da un telefonino!
Un bacio

Scandar

venerdì 22 aprile 2011

Ultimissime da Salina Grande

Ultime dal "sempre piu' nostro" inviato in Salina Grande:

La polizia ha impedito al gruppo di attivisti del Forum l'accesso al C.A.R.A. di Salina Grande, ma cio' non ha costituito un grosso problema: i migranti esco e entrano dal centro, per cui e' possibile parlare con loro. Gli unici che non hanno la possibilita' di uscire sono quelli rinchiusi nella palestra situata nel centro. Sono un centinaio e sono in attesa di identificazione. Questo gruppo e' quello che, con molte probabilita', verra' rimpatriato nei prossimi giorni. Da segnalare che ci sono stati atti di autolesionismo tra di loro.
Non sono mancate intimidazioni da parte degli agenti presenti al di fuori della struttura. Un poliziotto -parte del primo gruppo di agenti che "visito' " Askavusauna ormai una settimna fa- si e' rivolto a Scandar in maniera molto inquisitoria, facendogli capire che lo aveva identificato come membro di Askavusa e che la sua presenza al centro di Salina non era ben gradita.
Comunque la situazione e' costantemente monitorata dai membri del Forum Anti-razzista e Scandar che continueranno a informarci sugli sviluppi della situazione.

Da Lampedusa a Palermo...e oltre

La gente si spaventa e reagisce. Il piano del premier per affrontare l'emergenza Lampedusa ha prodotto i suoi risultati: non più un grosso problema concentrato in un solo punto ma tanti grossi problemi parcellizzati in altri punti meno visibili.
Da qualche giorno i 60 rimpatri giornalieri verso la Tunisia avvengono da Palermo anziché da Lampedusa ma le negazioni dei più semplici diritti umani proseguono.
Ieri sera (21/4) ha preso vita un presidio di fronte alla prefettura di Palermo per denunciare l'impossibilita dei migranti prigionieri del C.A.R.A. di Salina Grande(TP) di avere contatti con l'esterno e di fatto di poter richiedere asilo politico. La protesta era volta anche a conoscere la sorte di alcuni tunisini, che una volta capita l'imminenza del loro rimpatrio, si sono feriti e dopo sono spariti nel nulla...
Sono ormai due giorni che Scandar, il nostro inviato speciale, si trova a Palermo, per accodarsi al tour, organizzato dal Forum Anti-razzista, che lo portera' nei posti "caldi" dell'isola. Un po' mediatore culturale, e un po' testimone fisico per Askavusa, il nostro genovese da sbarco ci invia le notizie piu' salienti del suo viaggio. Dopo Palermo, la prima tappa e' Salina Grande da cui inviera' nelle prossime ore le sue impressioni. Dal nostro inviato, queste le sue parole...


Il gruppo dei manifestanti di Palermo e' molto attivo ed appassionato ed ha previsto nuove iniziative di protesta. Oggi andremo nuovamente a Salina Grande per cercare un contatto con i detenuti tra cui ci sono molti minori. Un attivista delle Forum Antirazziste ci ha raccontato che ieri ha chiamato, una bimba attraverso le recinzioni esterne, per parlare con lei. La stessa si e' allontanata dicendo che se l'avessero vista parlare con qualcuno all'esterno, l'avrebbero chiusa nuovamente nella "stanza" dove vengono segregati i minori che non si comportano bene...
Nei prossimi giorni sono previste nuove iniziative tra cui un presidio di fronte al Consolato Tunisino di Palermo -organizzato da Forum e a cui presenzieranno CGIL e Fulvio Vassallo- per richiedere informazioni sulla sorte dei rimpatriati e per protestare contro il nuovo governo Mebazaa che sembra non aver cambiato nulla rispetto al deposto Ben Ali, anzi si sta dimostrando più complice ed accondiscendente nei confronti delle politiche fasciste dei regimi europei.

Da Scandar :Bacini amari

mercoledì 9 giugno 2010

Comunità di Lampedusa "Curnuta e Mazziata"


Arci Askavusa Comunica alla Senatrice Angela Maraventano, firmataria del su menzionato
manifesto che se:

-Matarazza
-Lavatrici
-Frigoriferi
-Cascittini di frutta
-Cartuna
-Cessa
-Scaldabagna

sono sparsi per tutta l'isola ci sarà un perchè.
Il perchè è semplice da individuare, non esiste a tutt'oggi una gestione comunale dei rifiuti.
Gli unici interventi dell'amministrazione sono atti alla propaganda spicciola, in stile leghista e il manifesto affisso su tutti i cassonetti oltre ad essere la prova di questa constatazione oggettiva, risulta essere perfino offensivo verso la Comunità di Lampedusa, tacciata di non saper distinguere un marciapiede da una discarica.
Quello che più ci terrorizza non è sapere che l'attuale amministrazione ha idee sbagliate in merito alla gestione dei rifiuti.
Quello che più ci terrorizza è sapere che l'attuale amministrazione non ha proprio le idee per gestire qualcosa che è nella natura di un amministrazione gestire.
Consigliamo vivamente di cliccare qui per rendersi conto di cosa vuol dire gestione dei rifiuti da parte di un amministrazione comunale.
Siamo consapevoli che non è possibile lanciare delle critiche senza proporre un alternativa, a questo proposito, facciamo noi cittadini quello che avrebbe dovuto fare l'amministrazione, ovvero proporre qualcosa di sensato sulla gestione dei rifiuti, invece di cimentarsi esclusivamente nella propaganda "Calderoliana".


PROPOSTA SISTEMA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA

In riferimento al Regolamento Comunale Gestione dei Rifiuti, il Comune deve adottare iniziative dirette a favorire, in via prioritaria, la prevenzione e la riduzione della produzione e della pericolosità dai rifiuti , deve favorire la riduzione dello smaltimento attraverso:

- Il reimpiego e il riciclaggio

- Forme di recupero per ottenere materia prima dai rifiuti

- Adozione di misure economiche e la determinazione di condizioni di appalto che prevedano la separazione della Raccolta Differenziata

Nell’attività di gestione dei rifiuti urbani, il Comune si può avvalere della collaborazione delle associazioni di volontariato e della partecipazione dei cittadini e delle loro associazioni.

In base al sunto dei su citati punti, l’associazione “Arci Askavusa”, pur non tralasciando l’importanza della pratica della prevenzione e riduzione, in questo programma, da presentare all’attuale amministrazione, vuole delineare una linea guida per attuare un sistema di raccolta differenziata porta a porta come complemento nella delicata gestione dei rifiuti.

OGGETTO DELLA PROPOSTA

Come indicato nell’introduzione del presente prospetto, la proposta consiste nel richiedere al Comune l’espletamento delle seguenti prestazioni:

1) Raccolta a domicilio dei rifiuti urbani indifferenziati (frazione secca)

2) Raccolta a domicilio delle seguenti frazioni differenziate di rifiuti urbani recuperabili:

a) frazione organica

b) carta e cartone

c) imballaggi in plastica

d) vetro, metalli e alluminio

3) Dotazione in comodato d’uso a chi ne faccia richiesta di contenitori per il compostaggio domestico.

4) Abbandono della dotazione dei cassonetti stradali e relative campane per la differenziata

Sono esclusi dal servizio rifiuti speciali derivanti da lavorazioni industriali, artigianali, agricole o attività commerciali e di servizi che, per qualità e/o quantità non siano dichiarati e/o considerati assimilabili ai rifiuti urbani come definiti dal Regolamento Comunale di Gestione dei Rifiuti.

MODALITA’ PER L’UTENZA

Verranno consegnati all’utente: - bidoncini da lt. 20 con sacchetti in mater-bi per la raccolta dell’umido organico

- sacchi da lt. 120 color… per la raccolta di imballaggi in plastica

- sacchi da 25, 55 e 110 lt color… per la raccolta del residuo secco non riciclabile (sacchi prepagati)

- bidoncini da lt. 25 colori per la raccolta di vetro, alluminio, metalli

- la carta/cartone non necessita di contenitori, deve essere impilata o legata

Il conferimento avrà luogo al piano terra, nel sito usualmente fissato per il deposito di contenitori e comunque in prossimità del fronte stradale della proprietà.

GIORNI DI RACCOLTA

Frequenza di 2 volte alla settimana per la frazione organica durante il periodo invernale (ottobre-aprile)

Frequenza di 3 volte alla settimana per la frazione organica durante il periodo estivo (maggio settembre)

Frequenza di 2 volte alla settimana per il residuo secco

Frequenza di 1 una volta alla settimana per carta, cartone, imballaggi in plastica

Frequenza di 1 volta ogni quindici giorni di vetro, alluminio, metalli

L’orario della raccolta presso gli utenti deve essere compreso tra le ore 6.00 e le ore 13.00. Le fasi di raccolta e trasporto dovranno essere svolte in modo da garantire efficienza funzionale ed efficacia igienica, nonché la piena soddisfazione dell’utenza.

SMALTIMENTO

I rifiuti da avviare allo smaltimento finale devono essere il più possibile ridotti potenziando la prevenzione e le attività di riutilizzo, di riciclaggio e di recupero. In base a questo principio chiediamo che il Comune si impegni, se necessario, a creare una piccola quanto basta isola ecologica, in modo da rendere più efficiente la selezione dei materiali riutilizzabili, riciclabili e recuperabili, materiali che devono essere indirizzati a ditte specializzate che evitano l’invio di questi a pratiche di recupero energia come l’incenerimento o la biomassa.

Analogo discorso per il rifiuto non recuperabile, che deve essere avviato a ditte specializzate che si occupano del Trattamento Meccanico Biologico o del Compostaggio.

Queste pratiche devono essere documentabili dalla ditta che si occuperà in appalto dello smaltimento.

OBIETTIVO MINIMO

L’obiettivo minimo da raggiungere entro il biennio è almeno il 70% di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti prodotti e una produzione rifiuti pro-capite giornaliera di Kg…

EDUCAZIONE E PREVENZIONE

L’attuale proposta che esponiamo necessita di un cambiamento deciso della gestione del rifiuto, soprattutto da parte del cittadino. Proponiamo dunque che il Comune, in modi da concordare in seguito con la collaborazione delle associazioni di volontariato e della partecipazione dei cittadini e dei loro gruppi, stili, prima dell’attuazione del progetto, un piano di educazione rivolto all’utente con dibattiti pubblici e organizzazione di corsi suddivisi per quartiere, e a progetto avviato, stili un piano di educazione nelle scuole. Proponiamo inoltre l’apertura o il rafforzamento (se già esistente) di uno sportello e un sito internet efficente, anche per poche ore alla settimana, dove il cittadino possa rivolgersi per eventuali informazioni o reclami. Sempre in stretta collaborazione con associazioni ambientaliste o gruppi di cittadini sensibili all’emergenza rifiuti, il Comune deve promuovere la diffusione di informazioni e consigli utili per l’utente per fare si che possa attuare concretamente una sensibile riduzione della produzione giornaliera pro-capite di rifiuto, inoltre chiediamo che stipuli convenzioni con i commercianti per una riduzione degli imballaggi inutili, premiando chi segue questa pratica. Un impegno diretto da parte del Comune, sarebbe l’istituire, per esempio, distributori automatici con metodo di ricarica di detersivi o imporre a commercianti e giornali locali la riduzione della distribuzione gratuita porta a porta dei messaggi pubblicitari e commerciali, spesso colpevoli di una produzione inutile di rifiuti che con il sistema proposto potrebbe negativamente incidere sulla tariffa rifiuti dell’utente.

TASSA RIFIUTI

Con il nuovo sistema di raccolta domiciliare verrà applicata la tariffa puntale, il sistema di calcolo della tariffa rifiuti sarà più equo, perché verrà misurata la quantità effettiva di rifiuti indifferenziati prodotti da ciascuna utenza.

La tariffa si compone in due parti:

- La quota fissa: è determinata in relazione ai costi per l’istituzione e l’attivazione del servizio

- La quota variabile: è rapportata alle quantità di rifiuti conferiti al servizio di raccolta, determinati dalla capacità dei sacchi per il rifiuto secco non riciclabile conferiti da ogni utenza.

Ogni famiglia verrà dotata di un badge personalizzato che consentirà di ritirare i vari sacchetti per la differenziazione.

AREA DI AZIONE

Tutto il territorio di Lampedusa compresa la frazione di Linosa.

SANZIONI

I rifiuti conferiti in contenitori diversi da quelli previsti dovranno, dall’impresa deputata alla raccolta, essere lasciati sul posto; in tal caso gli addetti dell’impresa dovranno segnalare al Servizio Ecologia del Comune e/o al Comando di polizia locale, dove sono stati rinvenuti i rifiuti non contenuti nell’apposito sacco. Dopo un primo avviso, l’utente identificato sarà sanzionabile con un’ammenda per il mancato rispetto delle procedure corrette.


Ci teniamo a precisare che quello che avete appena letto non è tutto frutto della nostra genialità, poichè quello che proponiamo esiste già da tempo, anche un bambino di 10 anni avrebbe potuto proporre una cosa del genere, avendo un pc e una connessione alla rete, il che rende ancora più grave la posizione dell'attuale amministrazione, a nostro modo di vedere.




Arci Askavusa

Liberi Cittadini Crescono...














lunedì 7 giugno 2010

Comunicato Arci "Cittadinanza"


«I figli dei cittadini stranieri sono il futuro del nostro Paese, che ci consentono di aumentare il tasso demografico nazionale. Sono bambini che parlano italiano, che cresceranno in Italia e condivideranno la nostra cultura e la nostra lingua e quindi rappresentano il nostro futuro, per questo gli deve essere riconosciuta dalla nascita la cittadinanza italiana». Lo ha detto Filippo Miraglia (Immigrazione Arci), all'ADNKRONOS commentando i dati Istat sull'aumento delle nascite, a livello nazionale, che va di pari passo con l'aumento di stranieri che vivono in Italia. Infatti, l'incidenza delle nascite di bambini stranieri sul totale dei nati della popolazione residente è passata dall'1,7% al 13,6% del totale dei nati vivi. In valori assoluti da poco più di 9 mila nati nel 1995 a più di 77 mila nel 2009. Il nostro tasso di natalità ha ricevuto una spinta in avanti grazie alla nascita di tanti bambini stranieri a cui però non è concessa la cittadinanza italiana. Un punto questo su cui insistere secondo Miraglia, e che sposta il dibattito dalla demografia alla normativa nazionale in materia di cittadinanza. «Ad oggi, i figli di immigrati - dice Miraglia - resteranno stranieri fino ai 18 anni di età, quando potranno decidere se mantenere la propria cittadinanza o acquisire quella italiana. Chiediamo invece che siano dalla nascita considerati cittadini italiani e per questo chiediamo di passare dalla trasmissibilità della cittadinanza per discendenza 'iure sanguinis' all'acquisizione »iure soli«

GIACOMO SFERLAZZO Secondo Posto al PREMIO SIAE IV Edizione




Premio Siae per Demo a Debora Petrina

Negli spazi del restaurato Carcere Borbonico di Avellino si è conclusa la quarta edizione del Premio Siae per Demo, la manifestazione dedicata alla valorizzazione del talento giovanile.
A vincere la competizione, tra gli otto artisti selezionati dalla Siae in collaborazione con il programma di Radio 1 Rai Demo, è stata una giovanissima compositrice, cantante e musicista di Padova, Debora Petrina (nella foto), che si esibirà a novembre al MEI di Faenza e potrà realizzare un disco con l’etichetta indipendente One E Music.
Secondi ex aequo, il gruppo Peppa Marriti Band di S. Sophia d’Epiro (CS), Angelica Lubian di Udine e Giacomo Sferlazzo di Lampedusa (AG).
Nel corso della manifestazione, condotta da Michael Pergolani e Renato Marengo, è stato attribuito anche il Premio Siae Campania, assegnato dal consigliere d'amministrazione della Siae Alfredo Tarullo alla cantante-compositrice Kiara Bianco, originaria di Gesualdo, in provincia di Avellino.
Applausi prolungati anche per Francesca Schiavo, Eugenio Finardi e Niccolò Fabi, special guest della finale del Premio ma soprattutto amici e sostenitori da anni di Demo e della creatività musicale in ogni sua forma ed essenza, come anche Paolo Belli, ospite della serata precedente.
Presenti alla serata anche Gianmaurizio Foderaro, responsabile della musica di Radio 1 Rai, Raffaele Lanni, Assessore al turismo della provincia di Avellino, Stefano Micocci (Siae), Salvatore Biazzo, giornalista promotore dell'evento, Giancarlo Passarella, direttore di Musicalnews e Gianni Errera (One E Music).




FONTE: Società Italiana degli Autori ed Editori




venerdì 4 giugno 2010

Giacomo Sferlazzo in Finale al Premio SIAE X Demo



Dalla splendida cornice dell'ex carcere borbonico restaurato di Avellino avrà inizio la IV edizione del Premio SIAE x Demo, la rassegna che mira a premiare la creatività dei migliori giovani artisti in campo musicale.
Siamo onorati di sapere che alla IV edizione tra gli 8 finalisti selezionati tra migliaia di partecipanti c'è il nostro Giacomo Sferlazzo, Cantautore Lampedusano, che oltre ad essere un amico per tutti noi, è attivissimo membro di Arci Askavusa.
La società Italiana Autori ed Editori, che ha sposato in pieno la filosofia del programma di Radio 1 DEMO, ideata e condotta da Michael Pergolani e Renato Marengo andrà in onda venerdì 4 giugno alle 23:08 e sabato 5 giugno alle 23:33 su Radio 1.

Biografia breve di Giacomo Sferlazzo

Giacomo Sferlazzo nasce ad Anzio il 20/05/1980. Cresce a Lampedusa dove da piccolissimo manifesta il proprio amore nei confronti dell'arte, comincia presto a dipingere e suonare in maniera autodidatta e spontanea. All'età di quattordici anni si iscrive al liceo artistico ed è costretto a lasciare Lampedusa e trasferirsi ad Anzio, l'anno successivo a Roma e dopo a Palermo dove si diploma al liceo artistico Eustachio Catalano. A Palermo fonda insieme ad altri musicisti ed intellettuali un gruppo di musica teatro "Le piume di piombo" in cui sperimenta sonorità elettriche inconsuete. Nel 2000 ritorna a Lampedusa per un breve periodo.Nel 2001 viaggia per sei mesi in Toscana, visita Pompei e i musei di Napoli, ed espone i suoi quadri in diverse mostre a:Massa Carrara, Viareggio,Forte dei Marmi. Inoltre collabbora con la rivista Ellin Selae per cui realizza mille piccole opere, che usciranno nel numero 59.Ritorna a Lampedusa dove si ferma per due anni e approfondisce lo studio della chitarra in maniera istintiva e autodidatta. Continua a sperimentare con la pittura. Fa diverse mostre a Lampedusa. Partecipa come comparsa al film "Lettere dal Sahara" di Vittorio de Seta uscito nelle sale nel 2006.Nel 2004 si trasferisce a Milano, dove frequenta il corso europeo di comunicazione e stampa artistica, dell'IRESCOGI,dove impara nuove tecniche artistiche, rimane affascinato dalla xilografia. A maggio partecipa alla collettiva "Segni nel tempo" nella galleria "Milarte" a Milano. Ritorna a Lampedusa nel 2005 e comincia a dedicarsi anche ad attività politico-sociali, legate spesso all'organizzazione di eventi culturali, ma anche di forte critica e denuncia. Scrive le poesie e le canzoni,in dialetto, e recita nell'opera teatrale di Giuseppe Balistreri "Cuntu e cantu la radica" ispirata alla colonizzazione dell'isola e al ruolo centrale del santuario della Madonna di Porto Salvo, nella storia di Lampedusa. Nel 2006 collabora con la rivista satirica "Il Pizzino" (Premio internazionale della satira politica di Forte dei marmi).Realizza un cd demo con cinque brani. Nel 2007 la trasmissione rai-radiouno-demo manda in onda alcuni brani del suo demo e gli dedica una puntata speciale tutta sulla sua musica.Nel 2008 è co autore del soggetto , autore delle musiche ed attore protagonista del cortometraggio "Il collezionista di sogni" di Salvatore Billeci. Nel settembre del 2008 è selezionato dal club Tenco per partecipare alla manifestazione "il club Tenco ascolta" svoltasi a Provvidenti "Borgo della musica".Nel 2009 partecipa agli scioperi di Lampedusa contro la realizzazione dei Cie. Il 24/01/2009 è presente all'incontro/protesta tra immigrati e lampedusani che lo segnerà profondamente e su cui scriverà la sua canzone più importante.Incide il suo primo disco "Il figlio di Abele" e partecipa come attore, autore delle musiche e co-sceneggiatore del cortometraggio"Quello è mio fratello" di Salvatore Billeci. E' uno degli organizzatori del Lampedusainfestival, (Festival di cortometraggi, legato al tema dell'immigrazione).Attualmente vive a Lampedusa con la moglie e i due figli. Partecipa a svariate manifestazioni e concerti in tutta Italia.





mercoledì 2 giugno 2010

Stipendi d’oro ai dirigenti del Comune di Lampedusa


A LAMPEDUSA:

Non esiste una scuola agibile?
Non esistono fondi per acquistare i detersivi per l'igiene della scuola pubblica ma poi il giorno della visita del politico di turno le aule brillano?
Non esiste la raccolta differenziata porta a porta?
Non esiste un centro di recupero, trasformazione e reimpiego dei materiali?
Non esiste un piano energetico eco-sostenibile che ci liberi dall'egemonia del gasolio?
Non esiste un centro sociale per dare sfogo alle proprie passioni artistiche?
Non esistono strade prive di crateri post bellici e fare una passeggiata in bici vuol dire essere sempre 3 metri sopra il cielo dell'ospedale Cervello di Palermo?
Non esiste nulla contro le barriere architettoniche?
Non esiste un dissalatore?
La gestione dell'acqua sta per andare in mano privata?
Infine poco importa se un associazione culturale senza fini di lucro come Arci Askavusa per il secondo anno sia ancora in attesa di una sede e sia impossibilitata a svolgere molte attività.
ecc...

No problem!!!

L'importante è pensare positivo, ma per pensare positivo serve un positivo conto in banca, a quanto pare.
Ed é proprio questa la filosofia di vita dei dirigenti del comune di Lampedusa e Linosa (vivere e non lasciare vivere).
Si dice spesso che il comune non ha i fondi per colmare le molte lacune gestionali e sociali del proprio territorio, il che è vero, ma come potrebbe essere diversamente se c'è gente in comune che percepisce stipendi vergognosi fuori da ogni logica etica e di buon senso?
I cittadini di Lampedusa e Linosa attendono fiduciosi che questi guru del denaro facile scendano dal piedistallo su cui si ergono spavaldi senza diritto alcuno.

Arci Askavusa
Liberi Cittadini Crescono...


Dati relativi agli stipendi d'oro dei dirigenti del Comune di Lampedusa e Linosa.

Il segretario generale del nostro comune percepisce uno stipendio lordo annuale di 123.060 euro, oltre ai diritti di segreteria ed altre incombenze, rispetto ai 73.105 del comune di Aragona, ai 72.547 del comune di Porto Empedocle e ai 72.888 del comune di Agrigento che ha una popolazione di 54.619 abitanti.
Al responsabile dei settori Tecnici viene elargito uno stipendio lordo di 85.248 euro contro 40.066 euro dello stesso collega di Aragona, 64.129 di quello di Porto Empedocle, 71.898 euro di quello di Agrigento
La responsabile degli Affari economici e finanziari percepisce uno stipendio lordo di 85.248 contro 16.666 della collega di Aragona, 58,129 del collega di Porto Empedocle e 79.208 di quello di Agrigento
Il comandante dei Vigili Urbani costa al Comune 35.553 euro lordi contro 42.898 euro del collega di Aragona, 58.129 di Porto Empedocle e 48.210 euro di Agrigento. Sembra poco rispetto agli altri emolumenti ma se lo rapportiamo al numero degli abitanti l’incidenza è di 6.21 punti paragonati ai 0.88 punti del suo collega di Agrigento.



FONTE: PUNTA SOTTILE PERIODICO













martedì 1 giugno 2010

Open Space Technology Parte 1

Molti di voi se lo staranno chiedendo leggendo questo nuovo post ... Cos'è un Open Space Technology?

A questo proposito Arci Askavusa attiva il primo di una lunga serie di post dedicati a questa metodologia da molti anni sperimentata in numerose località del mondo con evidenti successi.

Quello che andrete a leggere di seguito potrà darvi una spiegazione a grandi linee sull'essenza e la funzionalità di questo innovativo sistema di democrazia partecipativa.


L’Open Space Technology

è una metodologia che permette, all’interno di qualsiasi tipo di organizzazione, di creare workshop e meeting particolarmente ispirati e produttivi. È stato sperimentato negli ultimi vent’anni in differenti paesi del mondo, impiegato nella gestione di gruppi composti da un minimo di 5 a un massimo di 2000 persone, in conferenze della durata di una, due o anche tre giornate.

Si tratta di una metodologia innovativa poiché in tal modo le persone tendono a non annoiarsi e, anche grazie a un clima piacevole, in tempi relativamente brevi esse producono un documento riassuntivo di tutte le proposte/progetti elaborati dal gruppo, l’instant report. Documento che oltre alla sua utilità pratica diviene testimonianza di un lavoro fatto e garante degli impegni presi.


Funzionamento

Harrison Owen, pioniere dell’Open Space Technology, ha notato nel corso della sua esperienza di organizzatore di conferenze come le persone si confrontino con molto più entusiasmo durante i coffee break che non nelle fasi di lavoro. È giunto quindi a considerare l'ipotesi di strutturare un’intera conferenza in modo che i partecipanti si sentano liberi di proporre gli argomenti e di discuterli solo se interessati ad essi.
Se il
gruppo di lavoro è unito da passione e interesse, allora sarà in grado di auto-organizzarsi e di raggiungere il suo scopo.

Una conferenza gestita con il metodo Open Space Technology può durare da uno a tre giorni, e prevede solitamente questa agenda:

  1. nella prima parte si discute in maniera informale, cominciando a conoscere i vari punti di vista;
  2. nella seconda parte si discute approfonditamente del tema in questione;
  3. nella terza parte si prendono le decisioni.

Principi

Il lavoro si basa su quattro "principi" ed una sola "legge". I quattro principi sono:

  1. Chiunque venga è la persona giusta; le decisioni che vengono prese durante il lavoro sono opera di coloro che sono presenti. Non serve quindi pensare a chi sarebbe potuto intervenire o chi avremmo dovuto invitare, è molto più utile concentrarsi su quelli che ci sono. La partecipazione all’Open Space Technology dovrebbe essere sempre volontaria, infatti solo chi ha davvero a cuore il tema in discussione si impegnerà a fondo, sia nell’affrontarlo che nelle fasi di implementazione del progetto.
  2. Qualsiasi cosa accada è l’unica che possiamo avere; in una particolare situazione, con determinate persone e discutendo di un certo tema, il risultato che si otterrà è l’unico risultato possibile. Le sinergie e gli effetti che possono nascere dall’incontro di quelle persone sono imprevedibili ed irripetibili, per questo chi conduce un Open Space Technology deve rinunciare ad avere il controllo della situazione: tentare di imporre un risultato o un programma di lavoro è controproducente. Chi facilita un convegno Open Space deve avere totale fiducia nelle capacità del gruppo.
  3. Quando comincia è il momento giusto; l’aspetto creativo del metodo. È chiaro che dovranno esserci un inizio ed una fine, ma i processi di apprendimento creativo che avvengono all’interno del gruppo non possono seguire uno schema temporale predefinito. Decidere ad esempio di fare una pausa ad un certo orario può impedire ad un dialogo di avere termine, perdendo così informazioni o idee fondamentali alla realizzazione del progetto.
  4. Quando è finita è finita; se certe volte serve più tempo di quello previsto, altre accade il contrario. Se ad esempio si hanno a disposizione due ore per trattare un certo argomento, ma la discussione si esaurisce più velocemente del previsto, è inutile continuare a ripetersi, molto meglio dedicare il nostro tempo ad altro.

Mentre l’unica legge che regola l’Open Space Technology è la legge dei due piedi. Un nome tanto curioso si deve al fatto che vuole ricordare che tutti hanno due piedi e devono essere pronti ad usarli. Se una persona si trova a conversare di un argomento e non ritiene di poter essere utile, oppure non è interessata, è molto meglio che si alzi e si sposti (su due piedi, per l'appunto) in un altro gruppo dove può essere più utile. Questo atteggiamento non va interpretato come una mancanza di educazione, ma come un modo per migliorare la qualità del lavoro.


Condizioni di utilizzo

L’Open Space Technology può essere uno strumento efficace, ma deve essere utilizzato solo se si verificano particolari condizioni. Diversamente, oltre a diventare inefficace, si riduce ad essere uno spreco di tempo e di denaro. Funziona solo in una situazione che comporta:

  • Un serio e reale problema su cui lavorare
  • Un’elevata complessità
  • Molteplici punti di vista
  • Conflittualità diffusa
  • Necessità di trovare una soluzione nell’immediato

Ambientazione

Il luogo ideale dove svolgere una conferenza Open Space Technology deve essere dotato di una stanza abbastanza grande da poter ospitare tutti i partecipanti seduti in circolo ed altre stanze più piccole, facilmente raggiungibili, per i gruppi che si formeranno nelle fasi di lavoro. Lo spazio non deve essere particolarmente strutturato, è importante invece che sia confortevole. Elementi fisici, come tavoli e scrivanie, non servono in quanto occupano spazio ed intralciano i movimenti delle persone.

Nella stanza centrale deve esserci una parete dove poter sistemare i cartelloni prodotti dal gruppo, che devono essere ben visibili e facilmente accessibili. Una parte della stanza ospita la zona computer/fotocopiatrice, adibita alla redazione dell’instant report, mentre un’altra sarà la zona dedicata al coffe break.

È importante che i partecipanti siano seduti in circolo su delle sedie e che le sedie si possano spostare con facilità; il centro del circolo deve essere vuoto, così che tutti si possano guardare negli occhi e sentire alla pari degli altri. In questo modo, già dal principio si viene a creare una sensazione di uguaglianza e partecipazione.


Il ruolo del facilitatore

Facilitare un open Space Technology è un’esperienza molto diversa da ogni altra esperienza di facilitazione, in quanto il desiderio di avere il controllo sugli eventi deve essere messo da parte. Il facilitatore deve prima di tutto definire i tempi, gli spazi, lanciare il tema da discutere ed esporre la legge ed i quattro principi. Quando il gruppo è sistemato in cerchio egli deve “aprire lo spazio” entrando al centro. Prendere la parola per presentare il tema da discutere e spiegare che il muro vuoto nella stanza centrale rappresenta il programma di lavoro e che esso sarà costruito sul momento e dai partecipanti stessi.

Il muro assume la funzione di bacheca ed il gruppo la riempie con le sue proposte.
A questo punto il facilitatore deve spiegare come effettuare questa operazione: ogni persona che pensa di avere un argomento di discussione sul tema deve scriverlo su di un cartoncino, poi alzarsi e presentarlo al gruppo, tenendo ben presente che chi ha proposto l’argomento sia certo di averlo particolarmente a cuore e che non pensi che qualcun altro debba occuparsene. Quando i temi saranno esauriti ogni promotore dovrà attaccare alla bacheca il suo cartoncino, una volta terminata questa operazione tutti potranno osservare i vari argomenti emersi e decidere a quale gruppo intendono unirsi. I gruppi formati saranno autogestiti e produrranno, una volta esauriti gli argomenti di discussione, un
report che unito a quelli degli altri gruppi andrà a formare l’instant report di fine lavori.

Al termine della giornata è prevista la sessione di chiusura, oppure sessione di aggiornamento dei lavori se l’Open Space Technology e suddiviso in più giornate. Non necessita di particolari formalità, ci si mette nuovamente tutti in cerchio ed il facilitatore chiede se qualcuno abbia voglia di esprimere la sua opinione sul lavoro svolto e cosa abbia intenzione di fare alla luce dei fatti emersi.

La fase conclusiva consiste nella redazione dei report. Ogni gruppo di lavoro produce un report alla fine di ogni sessione, inserendo i dati emersi durante la discussione del tema proposto in un computer e poi stampandoli. I rispettivi report vengono appesi al muro centrale, in modo che tutti possano costantemente consultarli. Poco prima della fine della giornata i singoli report vengono uniti in un unico documento e ad ognuno dei partecipanti ne viene fornita una copia personale.

Può sembrare che il facilitatore, una volta esaurita la fase iniziale di spiegazione, abbia pressoché terminato il suo compito, ma non è così. Egli deve essere sempre presente, ovviamente fisicamente, ma anche mentalmente concentrato e sempre disponibile. Deve trasmettere sicurezza e tranquillità, dire sempre la verità in modo da guadagnarsi la fiducia delle persone. Infine deve essere capace di non tentare di controllare gli eventi per portarli ad un punto da lui preventivamente deciso; un atteggiamento simile porterebbe al sicuro fallimento dell’Open Space Technology.


FONTE: WIKIPEDIA